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Architettura dall’unità d’Italia alla fine del ‘900

autori: Masala Franco categoria: editore: ILISSO EDIZIONI anno edizione: 2001 ISBN: 9788887825350

75,00

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Descrizione

Apporto fondamentale alla collana “Storia dell’arte in Sardegna”, questo volume colma un vuoto nella storia degli studi specifici sull’architettura moderna e contemporanea nel periodo compreso tra l’Unità d’Italia e la fine del XX secolo; centocinquant’anni, durante i quali l’isola ha cambiato radicalmente, anche se lentamente, il proprio volto. Alla fine dell’Ottocento le due città più importanti della Sardegna, Cagliari e Sassari, pongono le basi per la loro espansione dopo la demolizione della cinta muraria, e alcuni centri minori come Iglesias, Macomer, Bosa, si arricchiscono di nuovi edifici grazie a congiunture economiche favorevoli. Sono architetture che variano tra lo Storicismo e l’Eclettismo, prendendo a prestito gli stili del passato, consuetudine tipicamente ottocentesca: sia i grandi edifici pubblici (il Palazzo della Provincia di Sassari), sia i palazzi privati (Giordano Apostoli a Sassari o Vivanet a Cagliari) rispecchiano tale situazione, non mancando in essi anche interessanti aperture verso aspetti decorativi riguardanti pittura e scultura. È tuttavia il Palazzo Comunale di Cagliari a introdurre un gusto orientato verso il Liberty. Questo stile si diffonde in tutta l’isola anche oltre la prima guerra mondiale – si tratti dell’insieme di una costruzione (villino o palazzina), di un particolare decorativo, o di un ferro sinuoso – avendo una notevole fortuna sino a evolversi nelle linee più geometriche e dure dell’Art Déco. Tra la fine dell’Ottocento e la prima guerra mondiale non è meno importante la profonda trasformazione dell’assetto del territorio che, partendo dagli insediamenti minerari, passa attraverso la sistemazione delle infrastrutture della strada ferrata (soprattutto i ponti, spesso arditi e spettacolari) e giunge fino al capitolo delle bonifiche, utilizzando tecnologie che riguardano materiali come il ferro e il cemento armato. L’avvento del Fascismo significa l’emanazione del cosiddetto “decreto del miliardo” che fa affluire in Sardegna una notevole quantità di denaro pubblico per acquedotti, strade, illuminazione, ma anche per scuole e palazzi comunali, che spesso diventano le prime architetture di pregio di molti piccoli centri. Contemporaneamente, l’istituzione della Provincia di Nuoro nel 1927 avvia la trasformazione dell’antico borgo in una città che necessita di tutti i servizi idonei al suo nuovo ruolo. Sorgono edifici di rappresentanza o di regime, ma anche residenze che rispecchiano perfettamente il nuovo linguaggio funzionalista che caratterizza l’architettura italiana. Un’architettura peraltro in bilico tra stile Novecento, con richiami semplificati al linguaggio classico, e un Razionalismo perfettamente aggiornato, che non a caso è più volte documentata in prestigiose riviste italiane. Particolare importanza acquistano le vicende del Sindacato Nazionale Architetti tra le due guerre mondiali, dal momento che offrono uno spaccato interessante sulla prassi degli incarichi professionali dovuti al fervore di costruzioni disciplinate dal Provveditorato alle Opere Pubbliche. I progettisti sono professionisti locali, che necessariamente si sono dovuti formare fuori dall’isola, mancando un insegnamento universitario specifico fino agli anni Cinquanta, ma anche architetti della penisola più o meno graditi al regime. Tra i primi si possono ricordare Flavio Scano, Riccardo Simonetti, Salvatore Rattu, Angelo Binaghi e Ubaldo Badas, uno dei protagonisti più importanti della Cagliari tra gli anni Trenta e Sessanta. Tra i secondi si comprendono i nomi di Cesare Valle, Angelo Vicario, Emanuele Filiberto Paolini, Ghino Venturi, Guido Benigni, Giovanni Battista Ceas, Saverio Muratori ai quali si aggiungono nel secondo dopoguerra Eugenio Montuori, Ettore Sottsass (senior), Raffaello Fagnoni, Adalberto Libera. Proprio Valle, Montuori, Ceas delineano un altro capitolo di conseguenze fondamentali nella storia della Sardegna: quello delle città di fondazione (Mussolinia, oggi Arborea, Fertilia e Carbonia), c

Informazioni aggiuntive

Informazioni Storia dell'Arte in Sardegna
322 pagine
Tipo di legatura Rilegato - Illustrato

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